Rumore

Una delle minacce più gravi per i cetacei in tutto il mondo è l’inquinamento acustico. Il traffico di navi e imbarcazioni, le attività militari, l’esplorazione sismica, le costruzioni e le trivellazioni sono un esempio di attività antropiche che alterano i livelli di rumore in mare e interferiscono con i sofisticati sistemi uditivi dei cetacei.

L’inquinamento acustico può indurre i mammiferi marini ad abbandonare il loro habitat, può alterare il loro comportamento, compromette la loro capacità di comunicare e di localizzare le loro prede e maschera i loro segnali acustici in ampie aree; i suoni forti possono influenzare direttamente le loro capacità uditive producendo una perdita temporanea o permanente dell’udito. Tutti questi effetti possono essere critici per la sopravvivenza dei mammiferi marini, fino a causarne lesioni e morte.

 

Gli impatti del rumore sottomarino sui cetacei dipendono dalle variabili operative e ambientali della sorgente sonora e dalle caratteristiche fisiologiche, sensoriali e psicologiche degli animali esposti.

Brevi o singole esposizioni a suono forti possono danneggiare singoli individui, ma il rumore continuo nel tempo proveniente da più fonti (vedi il traffico marittimo) è potenzialmente più grave in quanto può causare cambiamenti nel comportamento e nell’uso dell’habitat che si ripercuotono su intere popolazioni.

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