Il mondo sta affrontando una crisi politica incerta e instabile. Tuttavia, ci sono anche pochi dubbi sul fatto che il cambiamento climatico e la continua perdita di biodiversità rimangono due delle questioni più urgenti che le generazioni attuali e future devono affrontare.

In occasione dei recenti spiaggiamenti di zifio (Ziphius cavirostris) al largo delle coste dell’isola di Corfù, più di 60 organizzazioni ambientaliste, esperti scientifici e rappresentanti della comunità locale dello Ionio, hanno unito le forze e inviato una lettera al Primo Ministro e ai Ministeri responsabili. Nella lettera i firmatari hanno espresso le loro profonde preoccupazioni per le attività di esplorazione sismica nell’ Hellenc Trench, in particolare per le minacce che rappresentano per le specie marine.

L’Hellenc Trench è un habitat critico per le specie di cetacei protette e in via di estinzione e l’inquinamento acustico causato dalle indagini sismiche pone gravi rischi per i mammiferi marini e altre specie marine, in alcuni casi addirittura portando alla morte.

Purtroppo, la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) per le indagini sismiche nel Mar Ionio è stata considerata insufficiente sia dagli scienziati specializzati che dalle organizzazioni ambientali. Inoltre, non c’è stata una corretta e approfondita Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) condotta prima dell’approvazione ufficiale delle attività sismiche, il che è in netto contrasto con l’obbligo della Grecia secondo la legge europea e gli impegni internazionali.

Le suddette indagini sismiche effettuate nell’ Hellenc Trench non rispettano affatto le disposizioni delle convenzioni che sono state ratificate dalla Grecia, volte alla conservazione degli habitat importanti e alla protezione delle specie vulnerabili. Allo stesso tempo, l’esecuzione delle operazioni di rilevamento sismico allontana la Grecia dal raggiungimento di un buono stato ambientale, attraverso la riduzione degli effetti dell’inquinamento acustico (Descrittore 11 della direttiva quadro sulla Strategia Marina).

La disponibilità di energia a livello nazionale è un tema politico molto sensibile, ma le indagini sismiche condotte nel corso di nuove esplorazioni di petrolio e gas che possono essere sfruttate solo dopo un decennio, sono in netto contrasto con l’azione urgente e decisiva necessaria per ridurre le emissioni di gas serra se vogliamo mantenere il mondo entro la soglia di 1,5°C come concordato dall’Accordo di Parigi, e ignorano totalmente il rapporto del Gruppo Intergovernativo di esperti sul Cambiamento Climatico (IPCC) delle Nazioni Unite.