Questa settimana si è svolta virtualmente la 33° conferenza dell’European Cetacean Society. Il tema della conferenza di quest’anno è stato: Ricerca e conservazione dei mammiferi marini – Siamo sulla strada giusta?

Il tema scelto ha stimolato l’approccio convenzionale alla scienza dei mammiferi marini e ha sollevato domande critiche sul passato, il presente e il futuro per garantire che l’obiettivo condiviso – la conservazione dei mammiferi marini – sia effettivamente perseguito in modo adeguato.

Nella sezione biologia, la nostra associazione ha presentato un lavoro intitolato Interazioni del tursiope con la pesca nelle isole Flegree (Golfo di Napoli, Italia)

Lo studio esamina le interazioni tra il tursiope (Tursiops truncatus) e le attività di pesca nelle acque delle isole di Ischia e Procida (Golfo di Napoli, Italia) per un periodo di quindici anni (2004-2018). L’area di studio ricade parzialmente nei limiti dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”. I dati sono stati raccolti nell’ambito dell’Ischia Dolphin Project, un programma di ricerca sul campo a lungo termine sui cetacei, e attraverso questionari ai pescatori. In totale sono state effettuate 1186 rilevazioni giornaliere, coprendo 58332,47 km e ottenendo 91 incontri con la specie. Sono state registrate interazioni con la pesca a strascico, quando i tursiopi sono stati visti seguire i pescherecci per nutrirsi. Sono state registrate anche interazioni con le reti da posta, quando gli animali sono stati visti nuotare in prossimità degli attrezzi da pesca per più di 20 minuti ed eseguire apnee prolungate (più di 4 minuti). Le interazioni sono state osservate in 22 avvistamenti (25,18%), il 55% dei quali riguardava le reti da posta utilizzate dalla pesca artigianale e il 27% le reti da traino della flotta industriale. In 4 occasioni sono state registrate interazioni con entrambi gli attrezzi da pesca. Le rotte percorse dai delfini durante le interazioni sono state analizzate utilizzando QGIS Kernel Density Estimation e Hotspot analysis. Le interazioni con le reti da posta sono concentrate a NW di Ischia e nel canale tra le isole di Ischia e Procida; invece, le interazioni con le reti a strascico sono localizzate a N di Procida. Le interviste sono state condotte quasi interamente (93%) con pescatori artigianali, che utilizzano soprattutto la rete da posta fissa (87%). Tutti i pescatori intervistati hanno denunciato casi di depredazione, il 65% ha riportato diverse interazioni a settimana. I principali danni ai pescatori includono il furto di pesce dalle reti (41%) e la rottura delle reti (44%). Vengono proposte soluzioni come la sostituzione delle reti da posta con nasse, l’uso di pinger, l’allargamento del perimetro dell’AMP e l’istituzione di no-take zones.