Delfini Capitolini

Studio del tursiope nelle acque del litorale di Roma

 

Grazie al supporto di Oceancare (2011-2012) e di Unicredit Carta Etica (2014-2015), nel 2010 Oceanomare Delphis ha iniziato il progetto “Delfini Capitolini” con lo scopo di assicurare una migliore conoscenza della presenza e dell’ecologia del tursiope nelle acque del litorale romano (e delle sue interazioni con le attività umane) e di produrre informazioni utili alla conservazione della specie nell’area.

In Mediterraneo, il tursiope è classificato come “vulnerabile” nella Red List dell’IUCN. La specie è protetta dalle Convenzioni di Berna, di Barcellona e di Washington e dalla Direttiva Habitat.

L’area di studio si estende su una superficie di circa 300 km2; si trova nel Mar Tirreno centrale, alla foce del Tevere, al largo della costa laziale, a sud-est di Roma.

È delimitata a nord dalle piattaforme petrolifere R1 e R2, a sud dall’Area Marina Protetta (AMP) “Secche di Tor Paterno”, e ad est dai 100 metri batimetrici.

L’AMP “Secche di Tor Paterno” è stata istituita nel 2000; con una superficie di 13,87 km2 è l’unica AMP italiana totalmente off-shore, senza alcuna zona costiera. È un sito di importanza comunitaria della rete Natura 2000.

La foce del Tevere è un ambiente particolare dove l’acqua dolce del fiume, che scorre sulla superficie del mare senza mescolarsi con l’acqua salata, trasporta per centinaia di metri o addirittura per chilometri un’enorme quantità di nutrienti, indispensabili per l’attivazione della rete alimentare.

Il fiume contribuisce inoltre in modo significativo allo sviluppo della vita vegetale marina ed è responsabile dell’elevata produttività della zona.

Il programma di studio e monitoraggio, realizzato fin dal 2010, è stato disegnato con l’obiettivo di raccogliere dati utili a:

 

  • definire l’occorrenza del tursiope nell’area
  • studiare l’ecologia della specie (distribuzione, abbondanza, uso dell’habitat, comportamento)
  • analizzare struttura e dinamica della popolazione
  • individuare l’impatto del traffico marittimo locale sulla presenza, distribuzione, comportamento alimentare e sociale del tursiope
  • determinare l’entità della sovrapposizione tra il comportamento alimentare dei delfini e le attività di pesca
  • valutare l’entità del fenomeno del by-catch, ove presente


Le osservazioni condotte dai ricercatori ODO hanno determinato che il tursiope è regolarmente presente nell’area in tutti i mesi dell’anno e che interagisce con le attività di pesca a strascico.

Dai dati di fotoidentificazione è risultato che 76 individui adulti frequentano l’area, di cui 3 femmine (individuate grazie a fotografie dell’area genitale, alla presenza di un neonato con pieghe fetali strettamente associato ad un adulto, e al comportamento di sostegno e trasporto di un piccolo morto (documentato con un video) e 5 probabili femmine (individui osservati costantemente in stretta associazione con esemplari giovani).

Grazie alla citizen science il progetto gode della collaborazione di diportisti e pescatori, della Guardia Costiera e dei tecnici delle Raffinerie di Roma, che hanno fornito segnalazioni in tempo reale che sono aumentate negli anni a dimostrazione dell’interesse dell’opinione pubblica a salvaguardare il proprio territorio.