Capodoglio

Regno: Animalia

Phylum: Chordata

Classe: Mammalia

Ordine: Cetartiodactyla

Infraordine: Cetacea

Parvordine: Odontoceti

Famiglia: Physeteridae

Genere: Physeter

Specie: Physeter macrocephalus (Linnaeus 1758)

                                                                                                                                                                                 © Artescienza

Descrizione

Il capodoglio è il più grande degli Odontoceti, con una lunghezza media di 18 metri e un peso di 50 tonnellate. La femmina è di dimensioni più ridotte (11 metri circa).

Caratteristica della specie è il profilo dell’enorme capo. La colorazione è grigio scuro uniforme, solo lungo l’esterno della mascella superiore e della mandibola, la pelle è spesso bianca. Lo sfiatatoio si trova all’estremità del capo, spostato sul lato sinistro e il soffio è basso, disordinato e diretto obliquamente in avanti con una inclinazione di circa 45°. Le immersioni arrivano fino a oltre 3000 metri. Prima di immergersi il capodoglio si trattiene in superficie per 10-20 minuti, poi inarca il dorso estraendo la grande coda.

 Di abitudini pelagiche, il capodoglio si avvicina alla costa solo dove essa presenta un fondo scosceso. Questa specie è cosmopolita, in Italia è presente sia nel Mar Ligure sia nel Mar Tirreno.

Il capodoglio si nutre di cefalopodi mesopelagici, di tonni barracuda e di specie demersali come merluzzi, naselli e tracina di taglia media e grande. 

Nel 2012, la popolazione Mediterranea di capodoglio (Physeter macrocephalus) è stata listata come minacciata nella lista rossa dell’IUCN, a causa del declino numerico della popolazione e a causa dell’esiguo numero di individui adulti.

I numeri dei capodogli nel Mediterraneo sono allarmanti, la popolazione è ridotta a poche centinaia di individui.
Tra le minacce vi sono le catture negli attrezzi da pesca (in particolare le reti da posta derivanti, ancora ampiamente utilizzate nel Mediterraneo centrale e orientale, sia legalmente che illegalmente) e le collisioni. Inoltre, la popolazione è disturbata dall’intenso traffico marittimo. È probabile che la combinazione di questi fattori abbia portato ad un declino (di portata sconosciuta) nell’ultimo mezzo secolo e, in assenza di una gestione efficace per mitigare le minacce in corso, il declino della popolazione è destinato a continuare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La popolazione locale

La presenza di capodoglio nell’area di studio è stata monitorata dal 1991. Dal 2004, grazie alla messa a punto del sistema di rilevamento acustico, il numero di avvistamenti è aumentato notevolmente.

La residenza di capodoglio e i suoi movimenti nell’area di studio sono stati studiati regolarmente attraverso i dati di foto-identificazione raccolti in un periodo di 18 anni (2003–2020).

In totale sono stati foto-identificati 96 individui sulla base dei marchi naturali presenti sulla pinna caudale. Il tasso di reclutamento di individui di capodoglio nel catalogo di foto-identidicazione varia irregolarmente negli anni, a suggerire che le acque di Ischia rappresentino solo una parte dell’home range della popolazione e che l’area sia sfruttata da differenti gruppi, e che il numero di esemplari da catalogare sia ancora ampio.

I dati confermano la presenza di gruppi di maschi immaturi, supportando l’ipotesi che quest’area sia rilevante per tutte le classi di età della specie, con gruppi composti da femmine e immature, maschi solitari e gruppi di giovani maschi.

E’ infine rilevante che si sia documentata un’associazione stabile nel tempo tra giovani maschi. Questo tipo di associazione è poco conosciuta ed in precedenza non era stato possibile documentare associazioni stabili tra i maschi immaturi. L’associazione da noi documentata negli anni suggerisce che la struttura sociale dei gruppi di maschi non riproduttivi possa riflettere quella delle femmine, in termini di complessità e relazioni a lungo termine tra gli individui.

Grazie ai dati raccolti dalla nostra organizzazione su questa specie, l’Arcipelago Pontino Campano è stato riconosciuto come Important Marine Mammal Area (IMMA) dall’ IUCN Marine MammalProtectedAreas Task Force.

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I capodogli sono stati osservati principalmente nella testata centrale profonda del canyon sottomarino di Cuma e a sud-ovest di Ischia. Alcuni avvistamenti sono stati effettuati anche nei canyon Magnaghi e Dohrn (rispettivamente a sud-est, e ad est di Ischia).
La distribuzione dei capodogli nella zona ha una forte associazione con le acque dei canyon sottomarini, in un’area di circa 20-40 km di diametro.

 

 

Acustica

 

 

I capodogli emettono segnali detti clicks, a larga banda di frequenza e direzionali, con energia compresa tra 5 e 25 kHz. Questi suoni sono utilizzati per l’ecolocalizzazione e per la comunicazione. I clicks possono essere molto potenti fino a 223 dB re 1µPa / 1m, la sorgente biologica più intensa che sia mai stata registrata.

Normalmente il capodoglio emette sequenze regolari di clicks (usual clicks) con cui esplora l’ambiente in cerca di potenziali prede.

Talvolta, i clicks cambiano ritmo, accelerando fino ad un intervallo tra i 5 e i 100 millisecondi da un click all’altro. In questo caso la vocalizzazione viene detta creak, e può essere emessa sia in profondità, che in superficie. Durante la fase di immersione, l’accelerazione dei clicks viene interpretata come il tentativo, da parte del capodoglio, di focalizzare la preda individuata ed è quindi utilizzata come indice di attività alimentare.

I creaks emessi in superficie sembrano avere una durata più breve ed un intervallo tra i clicks più costante; a seconda degli autori, sono stati definiti coda-creaks o chirrups. Sono stati descritti come suoni sociali, tuttavia non è ancora chiaro se utilizzati per l’ecolocalizzazione o la comunicazione.

 

 

 

 

 

 

Certamente la vocalizzazione più interessante di questa specie è il cosiddetto codas, modello stereotipato di clicks la cui funzione potrebbe essere di comunicazione attraverso i modelli e i ritmi delle sequenze di clicks. Sembrano essere segnali utilizzati all’interno dei gruppi più che per comunicare tra un gruppo ed un altro, infatti hanno un intensità di emissione molto bassa. 

È stata descritta la trasmissione culturale per i codas: alcune unità sociali condividono un repertorio acustico (dialetto) che permette di classificarli in clan. I clan sono simpatrici (condividono lo stesso territorio), possono contenere migliaia di capodogli ed essere distribuiti per migliaia di chilometri. Il repertorio acustico dei codas si trasmette culturalmente all’interno del più piccolo modulo della struttura sociale di capodoglio, l’unità sociale o gruppo famigliare composto da femmine adulte ed individui immaturi di entrambi i sessi. Negli oceani sono stati registrati diversi modelli di codas.

Alcune tipologie di codas sembrano essere comuni a differenti aree e per molto tempo si è creduto che il modello (3+1) fosse l’unico tipo esistente in Mediterraneo, nonostante, in poche occasioni, fossero stati registrati altri codas. Nell’ area di studio il codas modello 3+1 è ben rappresentato, tuttavia, la presenza di diversi differenti modelli, suggerisce un repertorio più vario.