Bioacustica

Nei Cetacei la comunicazione acustica ha acquisito un ruolo privilegiato rispetto ad altre forme di comunicazione; l’acqua infatti essendo più densa dell’aria, trasmette il suono efficacemente mentre la luce viene attenuata molto rapidamente. La luce si propaga in acqua solo per poche decine di metri, mentre i suoni raggiungono distanze molto maggiori. Tutti i Cetacei emettono suoni sott’acqua.

La produzione di suoni è molto varia, dalle poche decine di hertz dei canti dei Misticeti, fino a 150 kHz negli impulsi di ecolocalizzazione dei delfinidi.

Si differenzia da specie a specie, in dipendenza anche dell’utilità del suono emesso.

Generalmente i suoni vengono divisi in tre categorie acustiche e due categorie funzionali.

Le categorie acustiche descrivono la composizione dello spettro o la qualità del suono ed includono:

•   Clicks: suoni impulsivi ad ampia banda di frequenza.

•   Fischi: suoni continui con frequenza di solito non superiore ai 25 kHz, che coprono distanze di circa 1-5 km. Tipicamente, i fischi sono toni puri spesso modulati in frequenza, limitati alla banda medio alta (5-15Khz).

•   Raffiche di suoni ad impulsi/burst pulsed sound: sequenze di più impulsi molto ravvicinati, tali da sembrare un unico suono, spesso descritti con parole onomatopeiche come squeack, buzz, groan.

 

bioacousticLe categorie funzionali sono definite come l’ecolocalizzazione o biosonar, mediante la quale l’animale emette e riceve i propri suoni riflessi dagli oggetti presenti nell’ambiente, e la comunicazione.In anni recenti è stato riconosciuto come i delfini impieghino il biosonar sia per scopi percettivi sia per scopi sociali; nonostante ciò si pensa che la comunicazione tra delfini sia effettuata principalmente tramite l’uso dei fischi e di altre meno studiate vocalizzazioni chiamate in vario modo: buzzes, barks, grunts e chirps. Caldwell & Caldwell (1968) hanno ipotizzato che il carattere stereotipato dei fischi di tursiope (Tursiops truncatus) avesse la funzione di “firma” e identificasse gli individui all’interno di un branco. Nonostante quest’ipotesi sia stata in seguito riaffermata negli anni, altri studi hanno riportato l’assenza del fischio firma e hanno dimostrato che i delfini, come altre specie, producono un fischio predominante che viene condiviso da più individui e che probabilmente contiene variabili individuali nei parametri acustici.

 

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