Workshop Delfino comune

                    

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1° Workshop Internazionale

“Conservation and research networking on short beaked common dolphin 
(Delphinus delphis) in the Mediterranean Sea”

 

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Isola d'Ischia, 13-14-15 Aprile 2016

logo ReginaIsabella

 

Introduzione

Nel Mar Mediterraneo il delfino comune (Delphinus delphis) può essere incontrato sia in habitat pelagico che neritico (Notarbartolo di Sciara and Birkun, 2010). Fino a pochi anni fa era distribuito in tutto il bacino ed era considerato la specie numericamente più abbondante tra tutti i cetacei regolarmente presenti nell’area. Oggi il delfino comune è in forte declino in tutto il Mediterraneo centrale e orientale (Bearzi et al., 2003), a parte un’unica popolazione che continua ad essere presente nel mare di Alboran (Cañadas and Hammond, 2008).
Questo drammatico e notevole calo in abbondanza durante le ultime decadi ha sollevato problemi di conservazione per la specie e, nel 2003, la sottopopolazione di delfino comune Mediterraneo è stata definita endangered (‘minacciata’) nella Lista Rossa degli animali in pericolo dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). L’inclusione tra le specie minacciate è stata determinata in base al criterio A2, che si riferisce a un declino in abbondanza del 50% nelle ultime tre generazioni, la causa del quale “potrebbe non essere cessata o potrebbe non essere compresa o potrebbe non essere reversibile”.
Le conoscenze sulla presenza, la distribuzione, l’utilizzo dell’habitat o l’organizzazione sociale del delfino comune in mar Mediterraneo sono scarse e rimangono ancora insufficienti le informazioni a disposizione della comunità scientifica per disegnare le necessarie azioni di gestione e conservazione.


Obiettivi e argomenti principali del workshop

Il Workshop è organizzato congiuntamente da Oceanomare Delphis Onlus (ODO, Italia), Biology Conservation Research Foundation (BICREF, Malta) e OceanCare (Svizzera) con l’obiettivo di promuovere una maggiore partecipazione al dialogo internazionale e uno scambio di conoscenze sul delfino comune in Mediterraneo, al fine di integrare gli sforzi scientifici e di conservazione della specie a livello locale, nazionale e interazionale.
L’evento farà il punto della situazione sullo status attuale e sul trend di Delphinus delphis in Mediterraneo (distribuzione, utilizzo dell’habitat, ecologia, comportamento, etc) con lo scopo di:

  • Condividere informazioni scientifiche e metodologie tra differenti gruppi di ricerca;
  • Valutare lo stato di conservazione della specie secondo i criteri della Lista Rossa dell’IUCN;
  • Trovare nuovi meccanismi per incrementare la cooperazione per la conservazione di delfino comune, localmente e internazionalmente;
  • Definire una piattaforma per lanciare nuove collaborazioni, attività o progetti.

 

Programma 

Scarica il Programma del Workshop e la Locandina del Workshop
 

Risultati Preliminari

Grazie al contributo dei rappresentanti delle principali istituzioni accademiche, associazioni e gruppi di ricerca di Italia, Algeria, Francia, Grecia, Israele, Libia, Malta, Regno Unito, Slovenia, Svizzera, Tunisia e Turchia, il Workshop ha cercato di fare il punto della situazione sullo status attuale e il potenziale trend di Delphinus delphis in Mediterraneo, andando ad evidenziare i numerosi gap conoscitivi attualmente presenti nel bacino (e.g. non ci sono informazioni nelle aree più pelagiche). In particolare è emersa la necessità di:

  • standardizzare le stime di abbondanza effettuate su gruppi locali in modo da rendere comparabili le diverse aree di studio;
  • realizzare modelli predittivi di presenza e distribuzione utilizzando i dati di sforzo di ricerca e di avvistamento insieme a fattori quali profondità, pendenza del fondale, temperatura superficiale, etc;
  • eseguire la fotoidentificazione utilizzando una metodologia comune;
  • implementare studi che utilizzino le tecniche acustiche;
  • quantificare e misurare le interazioni con le attività umane;
  • determinare, ove possibile, le cause di mortalità di individui spiaggiati (contaminanti, bycatch, etc);
  • potenziare lo sforzo di ricerca nei Paesi del Sud Mediterraneo.

 

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Attraverso la condivisione delle informazioni scientifiche e metodologiche tra i differenti gruppi di ricerca, durante il Workshop è stato anche avviato il processo di revisione di quanto contenuto nell’assessment della Lista Rossa IUCN, al fine di ottenere un quadro aggiornato degli areali di distribuzione e delle principali minacce a cui è sottoposta la specie.
Il Workshop ha fatto chiaramente emergere come lo status del delfino comune in Mediterraneo continui ad essere preoccupante. I dati presentati dai ricercatori che studiano la specie da decenni in aree chiave come il mare di Alboran, le acque della Grecia Ionica (Kalamos), lo stretto di Corinto e l’isola di Ischia hanno mostrato non solo un declino nel numero degli avvistamenti a parità di sforzo, ma anche la riduzione del numero di esemplari censiti, mentre gli studi genetici hanno evidenziato un sempre maggior grado di isolamento dei gruppi all’interno del bacino. I problemi per la specie individuati dai contributi presentati al Workshop sembrano essere tutti di origine antropica: innalzamento della temperatura del Mediterraneo, sovrasfruttamento di specie target e overfishing in generale, disturbo di varia natura (e.g. traffico navale, rumore), interazione con la pesca e by-catch, solo per citarne alcuni.
L’Italia è risultata un Paese chiave per la capacità di networking che è stata in grado di esprimere. La cooperazione in atto tra gli studiosi italiani coordinata da Oceanomare Delphis Onlus nell’ambito del Gruppo di Lavoro Cetacei SIBM (Biologia Marina Mediterranea 22: 262-263) ha chiaramente dimostrato le potenzialità del fare rete e del condividere i dati, permettendo tra le altre cose l’individuazione di aree potenzialmente importanti per il delfino comune che non erano state censite in passato (Sardegna Nord Orientale e Stretto di Messina). Sempre grazie alla rete Italiana è stato possibile analizzare oltre 20.000 immagini raccolte sul campo, fotoidentificare 293 individui e seguire gli spostamenti di alcuni esemplari tra le diverse aree di studio.
Il Workshop ha rappresentato infine un’occasione per definire una piattaforma comune dove lanciare nuove collaborazioni, attività o progetti e ha favorito la spontanea costituzione del Common Dolphin Working Group (CDWG) per la conoscenza e tutela della specie in Mediterraneo. Scopo principale CDWG è continuare a lavorare alla valutazione dello stato di conservazione della specie secondi i criteri della Lista Rossa dell’IUCN, contribuire - attraverso ricerche e lavori collettivi - a conoscere meglio la specie per disegnare le necessarie azioni di gestione e strategie di conservazione, e divulgare al pubblico problemi e minacce a cui la specie continua ad essere sottoposta.

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Atti del Workshop

Le informazioni scientifiche, le conclusioni e i piani d’azione risultanti dal Workshop saranno pubblicati in un numero speciale della rivista Aquatic Conservation: Marine and Freshwater Ecosystems. E’ richiesto ai relatori di fornire un manoscritto (fino a 8 pagine) per la sottomissione alla rivista. Per dettagli specifici sulla formattazione e la consegna del manoscritto si prega di riferirsi alle linee guida per gli Autori.

 

Comitato Organizzativo

Daniela Silvia Pace, Oceanomare Delphis Onlus
Barbara Mussi, Oceanomare Delphis Onlus
Adriana Vella, Biology Conservation Research Foundation
Joseph Vella, Biology Conservation Research Foundation
Silvia Frey, OceanCare


Contatti

Oceanomare Delphis Onlus
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Fax +39 06 50910791

 

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