L'azione

Il Decreto Ministeriale 03/04/2000 inseriiva le acque costiere di Ischia e la costa sud dell'isola di Procida con l'isolotto di Vivara nell'elenco dei Siti di importanza comunitaria e delle Zone di protezione speciale, individuate ai sensi delle Direttive 92/43CEE e 79/409/CEE dedicate alla conservazione della biodiversità e dell'habitat naturale. Per lungo tempo gli elaborati grafici del Settore Ambientale della Regione Campania con la localizzazione dei siti, sono  rimasti discordanti. Per queste località erano scattate le norme di salvaguardia, ma l'ambiguità sull'esatta posizione nel territorio rendeva in pratica non attuabile qualsiasi norma di tutela.
 
Si è attesa per anni la costituzione di un'Area Marina Protetta (legge 394/1991) per le isole Flegree (Ischia, Procida e Vivara) da parte del Ministero dell'ambiente. Un'AMP avrebbe potuto mitigare alcune delle minacce dirette per i cetacei, tuttavia la perimetrazione proposta da alcuni comuni e associazioni dell'isola non includeva l'habitat critico dei cetacei.

Come evidenzia questa mappa, i confini costieri (linea rossa) proposti per l'Area Marina Protetta, includevano solo parzialmente le testate del canyon di Cuma (area giallo chiaro), habitat preferito dei cetacei. La proposta per cui ci siamo battuti è stata l'inclusione del canyon di Cuma all'interno della perimetrazione della futura AMP.

Attraverso l'azione congiunta di organizzazioni nazionali ed internazionali i nostri dati hanno portato all'inclusione nell'AMP almeno la zona delle testate del canyon, con la conseguente creazione della zona D dedicata ai cetacei e definita a protezione dell'habitat critico di delfino comune.

Le organizzazioni che hanno aderito a quest'azione sono: Amici di Riccardo Domenici (Italia), Humane Society (US), Istituto Tethys (Italia), Ocean Care (Svizzera), Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (UK), Swiss Coalition for the Protection of Whales (CH), Whale and Dolphin Conservation Society  (UK).

Per la protezione dell'intero canyon, stiamo attualmente collaborando con la Società Italiana di Biologia Marina, le Regioni Lazio e Campania e il Ministero dell’Ambiente per sostenere il progetto di un SIC (Sito di importanza Comunitaria) che comprenda anche l'habitat critico di capodoglio.